XVII. Ai Palleschi

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Niccolò Machiavelli

XVII. <Ai Palleschi>

Notate bene questo scritto

[1] Io vi voglio avvertire circa questa opinione di coloro che dicono come e’ sarebbe bene scoprire e’ difetti di Piero Soderini per torli reputazione nel populo, e che voi guardiate bene in viso questi tali e consideriate quello che li muove: e vedrete come e’ non gli muove el fare bene a questo stato, ma sí bene dare reputazione a loro proprii. [2] Prima perché a me non pare che cosa alcuna di che si truovi in colpa Piero Soderini possa dare reputazione a questo stato apresso al popolo: perché di quelle medesime cose di che potessi essere incolpato Piero, sempre questo stato ne sarà o incolpato o sospetto. [3] Pertanto, nel ritrovare e’ difetti di Piero, non si faccendo reputazione a questo stato, si fa reputazione solamente a quelli cittadini che li hanno voluto male e che in Firenze apertamente l’urtavano: perché dove ora e’ si dice che detti cittadini volevono male a Piero per tôrre al popolo lo stato, quando Piero fussi scoperto tristo, si direbbe: «Vedi che dicevono el vero! Egli erano pure buoni cittadini, e volevano male a Piero perché lo meritava; e se le cose sono poi successe cosí, egli è contro a lor voglia». [4] Pertanto questo stato, scoprendo Piero Soderini, torrebbe reputatione a lui e non la darebbe a sé, ma a quelli cittadini che gli erano nimici, e che ne dicevono male; e farebbegli venire piú in grazia del popolo: il che non è punto a proposito di questo stato, perché questo stato ha bisogno di trovare modo che sieno odiati, non benvoluti dal populo, acciò che gli abbino con tanta piú necessità a stare uniti con lo stato, e a quel bene e a quel male che starà lui. [5] E se voi ricerchere­te bene chi sono questi che fanno questa calca, voi conoscerete essere vero quello che io vi dico, perché pare loro avere acquistato uno odio grande con lo universale, sendo stati nimici di Piero, se non si truova che sia un tristo, e che lo meriti. [6] E vorrebbono purgare questo odio per fare el fatto loro, non quello de’ Medici: perché la causa della mala contentezza tra l’universale e e’ Medici non ne è cagione né Piero né la sua ruina, ma sí bene l’ordine mutato. [7] Però di nuovo dico che trovare e’ difetti di Piero non dà reputazione a lo stato de’ Medici, ma a particulari cittadini: e questo stato ne perderebbe questo, che torrebbe reputazione ad uno che è di fuora, che no gli può fare male e darebbela a chi è in casa, che ogni dí lo può offendere, e farli uno rimbocco addosso di tutto questo universale.

[8] Di nuovo dico, per ristrignere questa conclusione meglio, che questo stato non ha per nimico Piero Soderini, ma sí bene l’ordine vecchio; e però bisognerebbe, a giovare a questo stato, dire male di quello ordine, non di Piero; ma alcuni cittadini, e in spezie questi che puttaneggiono infra el popolo e e’ Medici, hanno bene per nimico Piero e vorrebbollo scoprire tristo per levarsi quello carico che gli hanno con el popolo di averlo inimicato: il che se fa per loro, non fa pe’ Medici, né per chi vuole stare con loro al bene e al male.

[9] Ancora voglio chiarire questa cosa in uno altro modo; alcuni cittadini che ci sono, si tirono sotto a’ Medici perché gli hanno paura di dua cose: l’una, di non essere offesi da’ Medici discostandosi da loro; l’altra che, se l’ordine vecchio risurgessi con Piero Soderini, di non essere cacciati da Firenze da lui. [10] Scoprire addunque Piero Soderini un tristo, e farlo venire in odio a lo universale, non fa altro se non che quelli cittadini manchino della paura di Piero, e sperino succedere nel loco suo, qualunque volta l’ordine vecchio risurga, e abbino per questo manco bisogno di aderirsi a’ Medici, e possino piú sperare, declinando e’ Medici. [11] Il che quanto sia contrario al bene de’ Medici, ognuno lo può vedere: perché e’ Medici non possono stare a Firenze resurgendo l’ordine vecchio, o con Piero o sanza Piero che risurga, ma alcuni cittadini, quando e’ risurga con Piero Soderini non ci possono stare; ma quando e’ risurga sanza Piero, sí possono. [12] E però e’ vorrebbono tôrre la riputazione a Piero per recare securtà a loro proprii, non a’ Medici. [13] Il che non fa punto pe’ Medici; anzi è in tutto e per tutto cosa dannosissima e periculosissima per la casa e stato loro: perché cava per questo mezzo un freno di bocca a molti, che piú securamente e con meno rispetti la possino mordere.