Niccolò Machiavelli
VII. La cagione dell’Ordinanza, dove la si trovi e quel che bisogni fare
[1] Voi mi avete richiesto che io vi scriva el fondamento di questa Ordinanza e dove la si truovi: farollo; e a maggiore vostra cognizione, mi farò un poco da alto, e voi arete pazienza a leggerla.
[2] Io lascerò stare indreto el disputare se li era bene o no ordinare lo stato vostro alle armi: perché ognuno sa che chi dice imperio, regno, principato, repubblica, chi dice uomini che comandono, cominciandosi dal primo grado e descendendo infino al padrone d’uno brigantino, dice iustizia e armi. [3] Voi della iustizia ne avete non molta, e dell’armi non punto; e el modo a riavere l’uno e l’altro è solo ordinarsi all’armi per deliberazione pubblica, e con buono ordine, e mantenerlo. [4] Né v’ingannino cento cotanti anni che voi sete vissuti altrimenti e mantenutivi: perché, se voi considerrete bene questi tempi e quelli, vedrete essere impossibile potere perservare la vostra libertà in quel medesimo modo. [5] Ma perché questa è materia chiara, e quando pure la si avessi a disputare, bisognerebbe entrare per altra via, la lascerò stare indreto. [6] E presupponendo che la sentenzia sia data e che sia bene armarsi, volendo ordinare lo stato di Firenze alle armi, era necessario esaminare come questa milizia si avessi ad introdurre. [7] E considerando lo stato vostro, si truova diviso in città, contado e distretto, sí che bisognava cominciare questa milizia in uno di questi luoghi, o in dua, o in tutti a tre ad un tratto. [8] E perché le cose grandi hanno bisogno d’essere menate adagio, non si poteva in nessuno modo, né in dua, né in tutti a tre e’ sopraddetti luoghi, sanza confusione e sanza periculo, introdurla: bisognava pertanto eleggerne uno. [9] Né piacque di tôrre la città, perché chi considera uno esercito, a dividerlo grossamente, lo truova composto di uomini che comandono e che ubbidiscono, e di uomini che militano a piè e che militano a cavallo; e avendo ad introdurre forma di esercito in una provincia inconsueta all’armi, bisognava, come tutte l’altre discipline, cominciarsi da la parte piú facile; e sanza dubbio egli è piú facile introdurre milizia a piè che a cavallo, e è piú facile imparare ad ubbidire che a comandare. [10] E perché la vostra città e voi avete ad essere quelli che militiate a cavallo e comandiate, non si poteva cominciare da voi, per essere questa parte piú difficile; ma bisognava cominciare da chi ha ad ubbidire e militare a piè: e questo è el contado vostro. [11] Né parse pigliare el distretto, ancora che in quello si possa introdurre milizia a piè, perché non sarebbe suto securo partito per la città vostra, massime in quelli luoghi del distretto dove sieno nidi grossi, dove una provincia possa fare testa; perché li umori di Toscana sono tali che, come uno conoscessi potere vivere sopra di sé, non vorrebbe piú padrone, trovandosi massime lui armato e il padrone disarmato: e però questo distretto bisogna, o non lo ordinare mai all’armi, o indugiarsi ad ora che l’armi del contado vostro abbino preso piè e sieno stimate. [12] Quelli luoghi distrettuali che sono da non li armare sono dove sono nidi grossi, come Arezzo, Borgo a San Sipolcro, Cortona, Volterra, Pistoia, Colle, San Giminiano; li altri dove sono piú castella simili, come la Romagna, Lunigiana, etc., non importono molto, perché non riconoscono altro padrone che Firenze, né hanno particulare superiore, come interviene nel contado vostro: perché el Casentino, Valdarno di sotto e di sopra, Mugello etc., ancora che sieno pieni di uomini, tamen non hanno dove fare testa se non a Firenze; né piú castella possono convenire a fare una impresa. [13] E però si è cominciata questa Ordinanza nel contado, dove, volendola ordinare, bisognava darle ordine e modo: cioè segni sotto chi e’ militassino, armi con che si avessino ad armare, terminare chi avessi a militare sotto ciascuno segno e dare loro capi che li esercitassino. [14] Quanto alle armi, quelle che sono date loro, sono note. [15] Quanto a’ segni, è parso che le sieno bandiere tutte con uno segno medesimo del lione, a ciò che tutti li uomini vostri sieno affezionati di una medesima cosa, e non abbino altro per obietto ch’el segno pubblico, e per questo ne diventino partigiani. [16] Sonsi distinti e’ campi a ciò che ciascuno riconosca la sua; sonsi numerate perché la città ne possa tener conto e comandarle piú facilmente. [17] Era necessario dare a queste bandiere termine di paese, e a questo bisognava, o terminare el paese vostro di nuovo, o pigliare de’ termini suoi antiqui; e perché e’ si truova diviso in capitaneati, vicariati, potesterie, comuni e populi, parve, volendo andare con uno di questi ordini, da terminare queste bandiere con le potesterie, sendo li altri termini, o troppi larghi, o troppi stretti. [18] E però si è dato ad ogni potesteria una bandiera; e a dua, tre, 4 e cinque bandiere, si è dato uno conestabole che l’istruisca secondo le commodità del ragunarli e secondo la moltitudine delli uomini descritti sotto tali bandiere; tanto che trenta bandiere che voi avete sono in governo d’undici connestaboli, e li luoghi dove le sono messe sono: Mugello, Firenzuola, Casentino, Valdarno di sopra e di sotto, Pescia e Lunigiana [19] Pareva bene, ancora non si sia fatto, scrivere sotto ogni bandiera, cioè in ogni potesteria, piú uomini si poteva, perché, come disse messer Ercole in uno suo scritto, questo ordine vi ha a servire sempre in reputazione e qualche volta in fatto; né può servirvi in reputazione poco numero di uomini; né etiam, in fatto, del poco numero di uomini, quando pure bisognassi, si può trarre lo assai, ma sí bene dello assai el poco. [20] Né impedisce cosa alcuna el tenere ordinati ne’ paesi assai uomini, non li obbligando a fare piú che 12 o 16 monstre lo anno e dando loro libera licenzia d’andare dove vogliono a fare e’ fatti loro. [21] E però el tenerne ordinati assai è piú prudenzia, con animo di non avere poi ad operare né levare da casa chi ha onesta cagione di starvi, o chi si conoscessi inutile. [22] E cosí alla reputazione ti giova el numero grande, al fatto el numero minore e buono: perché sempre si potrà farne nuova scelta, e meglio avendogli visti piú volte in viso che non li avendo visti.
[23] Voi dunque vi trovate scritti ne’ soprascritti luoghi, e sotto 30 bandiere e undici connestaboli, piú che cinquemila uomini; avetene fatto mostra in Firenze di 1200. [24] E sono procedute le cose, sendo nuove, assai ordinatamente; ma le non possono stare piú cosí, perché e’ bisogna, o che la ’mpresa ruini, o che la facci disordine: perché, sanza dare loro capo e guida, non si può reggere contro alli inimici che la ha. [25] El capo che bisogna dare loro, è fare una leggie che ne disponga e uno magistrato che l’osservi; e in questa leggie bisogna provedere a questo: che li scritti stieno bene ordinati, che non possino nuocere e che si remunerino. [26] A tenerli ordinati, bisogna che questo Magistrato abbi autorità di punirli e facultà da farlo, e che la legge lo necessiti a fare tutto quello che è in sustanzia della cosa, e che, stralasciandola, le facessi danno; e però bisogna constringerlo a tenerne armati un numero almeno <sufficiente> a tenere le bandiere e e’ connestaboli, a provedere all’armi, a far fare loro le mostre e vicitarli, a rivederne ognuno conto e cancellare, in certi dí e in certo tempo, e rimetterli, a mescolarci qualche cosa di religione per farli piú ubbidienti. [27] Quanto ad ordinare che non possino nuocere, si ha a considerare che possono nuocere in dua modi: o fra loro, o contro alla città. [28] Se fra loro, possono ferirsi l’uno l’altro particularmente, o fare ragunate per fare male, come sogliono. [29] Nel primo caso si vuole duplicare loro la pena, e massime quelli che ferissino in su le mostre; ma ferendo altrove, si potrebbe osservare le legge vecchie. [30] Quando e’ facessino ragunate in comuni, bisognerebbe fare ogni viva e grande demostrazione contro a chi ne fussi capo; e uno esemplo basta uno pezzo nella memoria delli uomini. [31] Contro alla città costoro possono fare male in questi modi: o con ribellarsi e aderirsi con uno forestiero, o essere male adoperati da uno magistrato o da una persona privata. [32] Quanto a lo aderirsi ad uno forestiero, li uomini ordinati nelli luoghi sopraddetti non lo possono fare, e non se ne debbe dubitare. [33] Quanto allo essere male operati da uno magistrato, è necessario ordinare le cose in modo che conoschino piú superiori. [34] E considerando in che articulo loro hanno a riconoscere el superiore, mi pare che li abbino a riconoscere chi li tenga a casa ordinati, chi li comandi nella guerra, e chi li remuneri. [35] E perché e’ sarebbe periculoso che riconoscessino tutte queste autorità in uno solo superiore, sarebbe bene che questo Magistrato nuovo li tenessi ordinati a casa; e’ Dieci dipoi li comandassino nella guerra; e e’ Signori, Collegi, Dieci e nuovo Magistrato li premiassi e remunerassi: e cosí verrebbono sempre ad avere in confuso el loro superiore, e riconoscere un pubblico e non un privato. [36] E perché una moltitudine sanza capo non fece mai male, o se pure lo fa è facile a reprimerla, bisogna avere avvertenza alli capi a chi si danno le bandiere in governo continuamente, che non piglino piú autorità con loro si conviene; la quale possono pigliare in piú modi: o per stare continuamente al governo di quelle, o per avere con loro interesse. [37] E però bisogna provedere che nessuno natio delli luoghi dove è una bandiera, o che vi abbi casa o possessione, la possa governare; ma si tolga gente di Casentino per il Mugiello, e per Casentino gente del Mugiello. [38] E perché l’autorità con el tempo si piglia, è bene fare ogni anno le permute de’ connestaboli e dare loro nuovi governi, e dare loro divieto qualche anno da quelli governi primi; e quando tutte queste cose sieno bene ordinate e meglio osservate, non è da dubitare. [39] Quanto al premiarli, non è necessario ora pensarci; ma basterebbe solo darne autorità, come di sopra si dice, e dipoi venire a’ premii di mano in mano, secondo e’ meriti loro.
[40] Questo ordine bene ordinato nel contado, de necessità conviene ch’entri a poco a poco nella città e sarà facilissima cosa ad introdurlo e vi avvedrete ancora a’ vostri dí che differenzia è avere de’ vostri cittadini soldati per elezione e non per corruzione, come avete al presente: perché, se alcuno non ha voluto ubbidire al padre, allevatosi su per li bordelli, diverrà soldato; ma, uscendo dalle scuole oneste e dalle buone educazioni, potranno onorare sé e la patria loro. [41] E il tutto sta nel cominciare a dare reputazione a questo esercizio, il che conviene si faccia di necessità, fermando bene questi ordini nel contado che sono cominciati.