Niccolò Machiavelli
X. <Provvedimenti per la riconquista di Pisa>
[1] Ad ultimare l’impresa di Pisa, bisogna averla o per assedio e fame, o per espugnazione, con andare con l’artiglieria alle mura. [2] E discorrendo la prima parte dello assedio, si ha da considerare se i Lucchesi sieno per volere o per potere tenere che dal paese loro non vadia vettovaglia in Pisa. [3] E quando volessino o potessino, ciascuno si accorda che basterebbe solamente guardare le marine; e a questo effetto basterebbe solamente tenere un campo a San Piero in Grado con il ponte sopra Arno, mediante il quale le genti vostre potessero essere ad un cenno dato in foce di Fiume Morto e di Serchio, dove bisognassi, tenendo qualche cavallo e fante in Librafatta e cosí in Càscina. [4] Ma perché si dubita della voluntà de’ Lucchesi, e perché è anche da dubitare che, quando bene volessino, non potessino tener serrato il lor paese, per essere il paese che si ha da guardare largo, e per non avere loro da’ loro sudditi una intera obbedienza, si pensa, volendo bene assediar Pisa, che non sia da fidarsi al tutto che questa parte sia guardata da’ Lucchesi, ma che bisogni a’ Fiorentini pensarvi; e per questo che non basti fare un solo campo a San Piero in Grado, ma bisogni pensare di farne o un altro, o due altri, come meglio sarà giudicato, o come meglio si potrà. [5] E però dicono ch’el piú vero e fermo modo sarebbe fare 3 campi: uno a San Piero in Grado, l’altro a San Iacopo, l’altro alle Beccherie overo a Mezzana. [6] E considerato gli elmetti e ’ cavalli leggeri avete, toccherebbe per campo 70 elmetti, e 100 cavalli leggeri, e 800 fanti: li quali campi stando in questo triangolo terrieno assediata Pisa, etiam contro alla voglia de’ Lucchesi. [7] Starieno sicuri affortificandosi con fosse come saprieno fare e sbigottirieno i Pisani in modo da credere che calassino subito. [8] E perché a San Piero in Grado è trista aria, dove per avventura, avendovi a stare un campo, si ammaleria, e perché parrebbe forse troppo grieve tenere detti 3 campi, si potria tenere detto campo di San Piero in Grado tanto che in quel luogo si facesse un bastione grosso, capace di 300 o 400 huomini in guardia, il quale si farebbe in un mese; e fatto il bastione, levarne il campo e lasciarvi il bastione e la guardia, e rimanere con quelli altri dua campi; e cosí non si verrebbe ad avere la spesa di 3 campi, se non per un mese. [9] L’uno di questi 2 modi detti – o de’ 3 campi o del bastione con li 2 campi – è il piú approvato da quelli signori condottieri, e quello che tengono piú utile e piú atto per affamare Pisa. [10] Ma se voi non voleste tanta spesa e volessi fare appunto 2 campi, bisogna di necessità tenerne uno a San Piero in Grado, o tuttavia, non ci facendo il bastione o, facendovelo, infino a tanto che fosse fatto l’altro campo; dicono si vorria tenerlo al Poggiuolo, sopra il Ponte Cappellese; e perché s’arebbe a guardare Càsoli e i monti, dubita alcuno che da detto campo Càsoli non potesse esser ben guardato. [11] E per questo vi bisognerebbe fare su un bastione che ricevessi 100 uomini in guardia; e quanto a’ monti, bisognerebbe o tenere nella Verruca 200 fanti, o tenerne in Val di Calci 400, o fare un bastione fra Lucinaia e Arno, che fosse capace di 100 uomini in guardia, e tenere 50 cavalli almeno in Cascina. [12] E questo sarebbe un altro modo da assediare Pisa, ma non tanto gagliardo quanto l’uno di quelli dua primi de’ 3 campi, overo del bastione con 2 campi. [13] Vero è che, mentre si fa il bastione, si potrebbe tenere 3 campi e, fatto il bastione, ridurli a dua; overo mentre si fa il bastione, tenere dua campi, aggiunte quelle altre cose dette di sopra; e, fatto il bastione, lasciarvi la guardia e ridursi con dua campi alle poste e luoghi soprascritti, a San Iacopo l’uno, l’altro alle Beccherie overo a Mezzana. [14] E qui ci sarebbe di spesa piú da l’un modo a l’altro, quanto si spende in un mese in mille fanti piú.
[15] È venuto loro in considerazione una altra cosa: se gli è da fare questo bastione a San Piero in Grado, o no. [16] Alcuno ha fatto questa distinzione e detto: «o i Fiorentini sono d’animo, non potendo affamar Pisa, di sforzarla», <...> giudica superfluo fare il bastione, perché di qui a un mese che il bastione fia fatto sarà tempo d’andare alle mura, cioè intorno al principio di maggio, e cosí la spesa del bastione viene ad esser gettata; se non sono d’animo di tentare la forza, ma di stare nello assedio, giudica ciascuno che sia da fare il bastione. [17] Alcuno dice che etiam che i Fiorentini voglino tentare la forza, debbono fare il bastione, perché potrebbe non riuscire loro lo sforzarla, e non riuscendo, e’ loro si trovino il bastione fatto da poter rimanere nello assedio.
[18] Hanno ancora esaminato s’egli è credibile che lo assedio basti senza la forza, e sono di parere che non basti: perché credono ch’eglino abbino da vivere insino al gran nuovo, per i riscontri si ha da chi viene di Pisa, e per i segni si vede del pane vi si vende e dello ostinato animo loro; e essendo per patire assai, non si vede che patischino a un pezzo a quello che lo ostinato animo loro li può indurre a patire; e però pensono che voi sarete costretti a tentare la forza. [19] Penson bene che sarà impossibile che vi regghino, tenendo voi questi modi di tenerli stretti il piú potete un 40 o 50 dí, e in questo mezzo trarne tutti gli uomini da guerra potete, e non solamente cavarne chi vuole uscire, ma premiare chi non se ne volesse uscire perché se ne esca. [20] Dipoi, passato detto tempo, fare in un subito quanti fanti si può, fare due batterie, e quando altri è per accostarsi a le mura, dare libera licenzia che se ne esca chiunque vuole: donne, fanciulli, vecchi, e ogni uno, perché ogni uno a difenderla è buono; e cosí trovandosi i Pisani vòti di difensori di dentro, battuti da 2 lati, a 3 o 4 assalti, saria impossibile che reggessino, se non per miracolo, secondo che i piú savi in questa materia hanno discorso.